PONTECAGNANO (SA): gli scavi lungo l’autostrada SA/RC

admin | 10/16/14

PONTECAGNANO (SA): gli scavi lungo l’autostrada SA/RC

Oltre la città…..gli dei

G. Bailo Modesti, P. Aurino, I. Bragantini

Una lunga e consolidata tradizione di studi e di ricerche lega da circa 40 anni l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” al centro antico di Pontecagnano. Gli ultimi scavi condotti tra il 2001 e il 2007 hanno riguardato all’esplorazione preventiva del tracciato dell’autostrada SA/RC, affidata dalla Soprintendenza archeologica delle province di Salerno, Avellino e Benevento all’Università di Napoli L’Orientale, nell’ambito di una convenzione-quadro per la tutela e la valorizzazione della città etrusco-campana e del suo territorio, stipulata anche dall’Università degli studi di Salerno.

L’evidenza più rilevante del settore occidentale è rappresentata dal santuario settentrionale, situato all’estremità dell’abitato etrusco-campano, che ha restituito una grande quantità di materiali e di dati. Questi ultimi permettono di  comprendere il dispiegarsi dei complessi rituali che si svolgevano al suo interno, relativi al culto di Demetra.

Il santuario, attivo dal VI agli inizi del III sec. a.C., era stato per la prima volta individuato e parzialmente indagato da Gianni Bailo Modesti proprio in occasione della costruzione dell’autostrada tra il 1970 e il 1980. L’area sacra era limitata da una serie di corsi d’acqua che costituivano il limite naturale dello spazio sacro e al tempo stesso ne erano parte integrante sia dal punto di vista paesaggistico che cultuale. Uno dei canali principali conteneva numerose offerte votive, inquadrabili nel corso del VI sec. a.C., costituite prevalentemente da vasi - o vasetti miniaturistici - di bucchero, a vernice nera, di tradizione ionica, di argilla grezza, spiedi di ferro e frammenti di aes rude (bronzo non lavorato, con funzione pre-monetale),  nonché un gruppo di ambre figurate di eccezionale fattura e una coppia di fibule d’argento e d’oro.

Un grande recinto racchiudeva numerose deposizioni e fosse votive nelle quali erano conservati sia vasi sia abbondanti resti di animali. Le offerte legate ai culti erano costituiti da vasellame, spesso deposto capovolto, da terrecotte votive, ceppi di schiavo e punte di lancia in ferro, oggetti di ornamento ed un cospicuo numero di monete sia di bronzo, sia di argento. A ridosso del recinto era stato deposto un prezioso tesoretto di 19 monete di argento delle principali zecche magnogreche,  contenuto all’interno di un’olletta.

All’esterno del recinto si estendeva un’ampia zona deputata allo svolgimento di complesse pratiche cultuali che caratterizzano l’intera vita del santuario: bocche di olle e tubi fittili interrati, fosse contenenti resti di sacrificio, ossi e semi carbonizzati. Si tratta di segni che riconducono a pratiche cultuali connesse a divinità ctonie: gli spazi dei grossi recipienti privi di fondo e dei tubi infissi a terra costituivano dei punti di ‘dialogo’ con il mondo sotterraneo, aperti verso le due  direzioni, dalla terra agli inferi e dagli inferi alla terra.

Il santuario settentrionale sorgeva ai limiti della città antica, di cui sono state anche indagate strutture abitative, pozzi e assi viari, che rientrano in una vasta operazione di pianificazione urbana operata tra la fine del VI e gli inizi del V sec. a.C.


PONTECAGNANO (SA): the excavations along the SA/RC motorway

Beyond the city….the gods…

G. Bailo Modesti, P. Aurino, I. Bragantini

A tradition of study and research extending back for nearly 40 years has linked the University of Naples "L'Orientale" with the center of ancient Pontecagnano.

The recent excavations conducted between 2001 and 2007 are related to the preventive exploration of the path of the SA /RC highway. The Archaeological provinces of Salerno, Avellino and Benevento entrusted the exploration to the University of Naples L'Orientale in the context of a program for the protection and valorization of Pontecagnano and its territory, with participation also by the University of Salerno.

The suburban sanctuary, located at the borders of the Etruscan-campanian settlement, constitutes the most considerable evidence for the western area and it has revealed a huge quantity of archaeological materials and data. These data today give a better comprehension of the complex rituals, related to the cult of Demeter, performed within the sanctuary.

The northern sanctuary, active from the 6th until the beginning of 3rd century B.C., was first identified and partially investigated by G. Bailo Modesti during the construction of the motorway between 1970 and 1980.

The sacred area was limited by a number of rivers that formed the natural boundary of the religious space; at the same time they were an integral part of it both in terms of landscape and worship.

One of the main canals included a number of ritual offerings, dating to the sixth century BC; they are mostly vases - or miniatures – in bucchero ware, black-gloss pottery, pottery east greek tradition, and coarse wares.  These were found together with an iron spit and some fragments of aes rude (unworked bronze with pre-monetary function), a   group of exceptional figural ambers, and a pair of silver and gold buckles.

Alarge area bounded by an enclosure contained several depositions and votive pits in which vases and abundant animal remains were recovered. The cult offerings included pottery, often turned upside down, votive terracottas, slaves’ shackles, iron arrow heads, ornamental objects and numerous silver and bronze coins.

Along the enclosure’s perimeter wall a hoard constituted of 19 silver coins from the most important mints from Magna Graecia was also found; it was recovered inside a small miniaturistic jug.

Outside of the enclosure there was an important area that characterized the complex ritual practices of the sanctuary; interred ceramic pipes and the mouths of jugs, pits containing remains of sacrifices,bones and carbonized seeds were all found here. These elements are connected to cult practices related to chthonic deities: the empty space of the large broken vessels – all without bases – and the interred ceramic pipes represented a place of connection (encounter) with the underworld, open to both 

directions, from the earth into underworld and from the underworld to the earth.

The shrine was built at the northern edge of the ancient city;it neighbors an area of inhabitation that included urban elements such as wells and roads that are part of the urban plan realized between the end of the 6th and the beginning of the 5th century BC. 


Bibliografia  di riferimento

Bailo Modesti, G. (1984) Lo scavo nell’abitato antico di Pontecagnano e la coppa con l’iscrizione AMINA[…], in AA.VV., La ricerca archeologica nell’abitato di Pontecagnano, in AION ArchStAnt VI, pp. 215-245.

Bailo Modesti, G. (2001) Pontecagnano (Salerno), in Pellegrini, E., Macellari, R. (a cura di), I lingotti con il segno del ramo secco - considerazioni su alcuni aspetti socio-economici nell’area etrusco-italica durante il periodo tardo arcaico, Biblioteca di Studi Etruschi 37, pp. 102-105.

Bailo Modesti, G. (2005) Pontecagnano - Lavori di ampliamento dell’autostrada A3 SA-RC, Notiziario della Soprintendenza per i Beni archeologici di Salerno, AV, BN 1, 2005, pp. 8-9

Bailo Modesti, G., Battista, A., Cerchiai, L., Lupia, A., Mancusi, M. (2005) I santuari di Pontecagnano’, in A.M. Comella - Mele (a cura di), Depositi votivi e culti dell'Italia antica, Atti del convegno di Perugia 1-4 giugno 2000’, pp. 575-595.

Bailo Modesti, G., Cerchiai, L., Amato, V., Mancusi, M., Negro, D., Rossi, A., Viscione, M., Lupia, A. (2005) I santuari di Pontecagnano: paesaggio, azioni rituali e offerte, in Nava, M.L., Osanna. M. (a cura di), Lo spazio del rito. Santuari e culti in Italia meridionale tra indigeni e greci, Atti delle giornate di studio, Matera 28-29 giugno 2002’, pp. 193-214.

Bailo Modesti, G., Cristofani, M. (1988) Pontecagnano, in StEtr LXII, 1996, REE, pp. 325-328.

Bailo Modesti, G., Frezza, A., Lupia, A., Mancusi, M. (2005) Le acque intorno agli dei: rituali e offerte votive nel santuario settentrionale di Pontecagnano’, in Bonghi Jovino, M., Chiesa, F. (a cura di), Offerte dal regno vegetale e dal regno animale nella dimensione del sacro, Atti dell’incontro di studio, Milano 26 - 27 giugno 2003’, pp. 37-60.

Tocco Sciarelli, G. (2004) ‘L’attività archeologica della Soprintendenza delle province di Salerno, Avellino e Benevento nel 2002’, in AttiTaranto (2002), p. 631.

http://www.unior.it/index2.php?content id=3632&content id start=1